Magic Deck, sinergia in Magic

Magic deck

Altro appuntamento con Magic The Gathering,

Oggi parliamo della costruzione del mazzo che useremo, o se preferite della così detta  magic deck Builder che ci identificherà come tipologia di giocatore attraverso la scelta dei colori o delle loro combinazioni.

Neanche a dirlo,  questo è forse l’aspetto più interessante di Magic, la strategia e la costruzione di un mazzo con carte sinergiche fra loro tanto e talmente sinergiche da produrre una o più magic combo, con l’unico scopo di spiazzare e far capitolare il nostro avversario. Detta così in effetti sembra una cosa molto semplice, e che ci  vuole, purtroppo la realta (se provate a fare anche un piccolo torneo) scoprirete che è assai diversa ( ancora oggi prendo certe mazzolate da paura). Il bello del gioco difatti è prorpio l’interazione fra i due mazzi (il tuo e quello dell’avversario), anzi aggiungo che molto probabilmente proprio da qui è scaturita tutta la mia passione per questo board game.

Ma veniamo al succo della questione con alcuni video di alcuni mazzi molto interessanti e con combo deck che la maggior parte delle volte se entrano risultano DEVASTANTI per l’avversario. Ultimo appunto, ricordo che questi video che vedrete non sono miei ma sono trovati in rete attraverso youtube.com, per cui vi  invito a iscrivervi nei canali di questi ragazzi che sono davvero molto bravi e che ci propongo spesso e volentieri delle risorse molto molto interessanti a scopo del tutto gratuito (vanno davvero premiati per tenere alta la nostra passione tutta italian per magic the gathering)

Ultima cosa, fare deck builder è qualcosa di davvero appassionante, provate e vedrete.

Buon divertimento

 

 

 

 

[FONTE:  CANALE YOUTUBE  MAGIC THE LIBRARYING]

Ecco fatto, tre video davvero molto ben fatti, questi sono 3 ottimi esempi di magic deck con forte sinergia di carte tanto da creare combo deck molto molto potenti. Ovviamente qua si parla di mazzi di livello, anche discretamente costosi, ma non temete man mano scenderemo come costi e arriveremo anche a mazzi di pochi euro, ma non per questo banali o poco interessanti, e nel contempo discretamente competitivi.

Poi naturalmente arriva la vostra fantasia, e lì comincia il bello.

BUON DIVERTIMENTO

magic deck

Magic_Deck

Di seguito una nuova carrellata di video che ci spiegano i vari meta che troveremo in giro partendo da quelli più importanti (e che danno risultato).

In questa nuova carrellata subito la migliore delle novità..Video Magic Deck Italiani, spiegati da Italiani e comprensibili (sopratutto per le cose diciamo più tecniche) da tutti.

Di seguito però è giusto introdurvi nel mondo dei TIER, con una semplicissima spiegazione:

Per cui stabilito un formato di gioco i Tier del formato sono cosi:

-Tier 1: mazzo assolutamentecompetitivo,che fa spesso (se non sempre) risultato;
-Tier 1.5: mazzo forte in quel formato,ma con meno costanza di risultati di un tier 1
– Tier 2: mazzo buono,che sporadicamente si presenta in top varie può dire comunque la sua;
– Mazzi “outsider”:ovvero inaspettati,una scelta a sorpresa che coglie impreparati molti,e permettere dunque di vincere qualcosa o piazzarsi discretamente.

Oltre a questo, sentirete spesso parlare di archetipo e di meta….

  • Metagame, abbreviato anche in meta, indica l’insieme di tipologie di mazzi giocati in un determinato formato in una determinata zona.
  • Archetipo, utilizzato avvolte sostituendo la parola Meta

 

Stabilito questo passiamo ai video:

 

 

Vi consigliamo anche il canale, io ho trovato molti spunti interessanti, i ragazzi sono belli tosti, i loro contenuti sempre molto interessanti. Nei miei preferiti non manca il link al loro canale che riporto per intero per chi non conoscesse… DZ SERIES .

Alex

 

 

 

 

mappa lucca comics 2015

Per tutti gli appassionati che avranno la fortuna di partecipare all’evento vi sparo un paio di link più la cartina.

 

lucca comics 2015

Con il link di sotto potrete scaricarvi la cartina in pdf…

http://www.luccacomicsandgames.com/fileadmin/user_upload/LC&G_2015_LE_MAPPE.pdf

Con il link di sotto invece avrete accesso al sito e a tutte le info per l’evento…

http://www.luccacomicsandgames.com/it/2015/music-and-cosplay/programma/

Buon Divertimento

L’incubo del tempo

“L’incubo del tempo”Quella maledetta mattina di Gennaio la mia auto non ne avevo voluto sapere di partire.

L’unica rapida alternativa possibile era correre immediatamente alla fermata dell’autobus e sperare di prendere quello delle 8:05.

Arrivai per un soffio e logicamente non avevo il biglietto. Dopo due parole con l’autista, che mi consigliò di sedermi e pagare il biglietto al controllore, trovai un posto al centro dell’autobus.

autobus vuotoL’autobus che passa vicino a casa mia non è mai pieno alle 8 del mattino, non ci sono pendolari o studenti che partono da quel quartiere, non negli ultimi periodi almeno.

Infatti quella mattina era completamente vuoto, non si udiva il solito chiacchierìo dei passeggeri, ma solo il forte rumore del motore.

I miei pensieri iniziarono a portarmi a ricordi di infanzia, quando da casa dei miei genitori, tutte le mattine, io e i miei amici prendevamo l’autobus per andare a scuola.

Ricordare la spensieratezza di quei momenti mi metteva di buon umore, anche se mi lasciava una punta di malinconia.

L’unica cosa che attualmente vivevo di simile era l’appartenenza ad una gilda, una delle esperienze positive che offre internet, tra le tante anche negative. Nuovi amici, anche se lontani centinaia, alcuni migliaia di chilometri, erano entrati a far parte della mia vita; ci legava la passione per un buffo gioco di golf, un gioco di sport dove la regola principale era divertirsi e rispettarsi. Non un gioco di guerra, un gioco di pura e sana competizione sportiva.

Nella gilda c’erano tipi per tutti i gusti, i simpatici, i musoni, gli spavaldi, i marpioni, e i veri amici.

Ma ce ne era uno in particolare… uno che mi rendeva ansioso… mi metteva quasi paura, nei suoi modi estremamente gentili e a volte anche bigotti: Riccardo che si faceva chiamare Goldman.

Di professione faceva l’orologiaio, mi sembra vivesse a Potenza, una persona precisa, miticolosa, ma con alcune difficoltà ad esprimersi, almeno per iscritto.

orologiaio

Mi distolse improvvisamente dai miei pensieri la fitta nebbia che si stava impossessando lentamente della città, la visibilità era notevolmente diminuita e l’autista iniziò a borbottare qualcosa con tono di evidente disappunto.

Iniziai a sentirmi strano, leggero come una piuma, come se stessi scendendo velocemente seduto su di un vagone delle montagne russe. La sensazione di cadere nel vuoto.

Urlai all’autista: “tutto a posto? cosa succede?”

E lui di rimando: “nulla nulla, tutto ok! questa maledetta nebbia mi impedisce di vedere la strada porca puttana! Stia tranquillo che presto arriviamo in centro e lì si vede meglio!”nebbia

Curvo, goffo e rozzo l’autista maneggiava quel grosso volante cercando di evitare di colpire qualche ostacolo, che sia un’auto, un pedone o qualsiasi cosa presente sulla strada. Ogni tanto con un fazzoletto di stoffa si asciugava il sudore e si girava verso di me con un sorrisetto ebete e un ghignetto stizzoso… forse quello era il suo modo di tranquillizzare la gente ma non è che ci riuscisse molto.

Decisi di alzarmi e di sedermi più avanti, nei pressi dell’autista. Quella nebbia era veramente strana, bianca, fitta come ovatta, e la strada completamente dritta e deserta. Ad un tratto uno strattone mi fece cadere in avanti, l’autista urlando colpì con la testa il parabrezza senza gravi conseguenze.

Di colpo urlò: “NO! il motore! dannazione!” L’autobus si era bloccato improvvisamente, una fumata nera usciva dal cofano sul retro.

nebbia2“Mi dispiace signore, ma deve scendere o attendere un autobus sostitutivo. Le consiglio di provvedere da solo ad arrivare a destinazione,  queste cose vanno sempre per le lunghe… in più non mi prende il telefonino dannazione!” Notai con stupore che anche il mio non prendeva, salutai l’autista che mi aprì subito il portello e scesi.

Quella sensazione di leggerezza era ancora più forte! Intorno a me solo nebbia, la strada ai lati era costeggiata da campi appena arati, ma a più di 2 o 3 metri non riuscivo o vedere.

La strada che percorrevo tutti i giorni per andare al lavoro non passava per le campagne, dove caspita eravamo finiti? Iniziai a camminare titubante e angosciato dal fatto che non passava anima viva, nemmeno un’auto, un camion, un motorino.

Sentivo dentro di me una irrefrenabile voglia di correre, quella leggerezza del corpo, sebbene strana. era tuttavia una piacevole sensazione. Iniziai ad accelerare sempre di più, fino a che mi ritrovai a correre velocissimo.

Non so a quanto potessi andare, ma la mia velocità aveva qualcosa di disumano.

Dopo circa 10 minuti di corsa iniziai a sentirmi sempre meno leggero… sempre meno leggero.. fino a quando non dovetti fermarmi per il fiatone che fino a quel momento non avevo avuto.

Mi chinai sulle ginocchia per prendere fiato e chiusi gli occhi ma un’improvviso suono di clacson mi fece sobbalzare e saltare via al lato della strada. Una voce tuonò dal finestrino di una Punto: “Imbecille! cosa diavolo fai in mezzo alla strada!”.

centro cittaMi accorsi senza fiato che la nebbia era sparita totalmente e aveva lasciato il posto a case, auto, gente… mi trovavo in pieno centro città… improvvisi rumori urbani mi confondevano e mi infastidivano come se mi fossi risvegliato da un sonno di 10 anni.

Intontito mi sedetti su di una panchina lungo il marciapiede, appena ripresi lucidità mi resi conto che non conoscevo in alcun modo quel posto. Mi alzai e mi presero dei crampi allo stomaco per la fame.

“Strano” pensai, “ ho fatto colazione non più di mezz’ora fa”.

Entrai in una pizzeria e con stupore lessi su di un grosso orologio della Coca Cola appeso alla parete che erano le 11:30. Quanto era durato questo strano viaggio? e soprattutto dove mi trovavo? Presi un pezzo di margherita e aspettai che il pizzaiolo finisse la sua telefonata per chiedergli informazioni.

Il suo accento era strano, sembrava del sud, e le parole che riuscivo a capire erano veramente poche.

Riappeso il telefono si girò verso di me sorridente, pagai la pizza e gli chiesi, cercando di far sembrare la mia domanda il meno strana possibile: “ Mi scusi ma dove sta la stazione ferroviaria qui a …. “ e iniziai a schioccare le dita come se non mi ricordassi il nome della città.

Mi tremarono le ginocchia e mi andò di traverso la pizza quando il tipo ad alta voce disse: “POTENZA!”

“Guardi deve seguire sempre il viale principale fino al terzo semaforo poi lì chiede”

Lo ringraziai ed uscì di fretta dalla pizzeria, non era possibile, mi trovavo a Potenza, non era logico, era assurdo, che era successo?

Iniziai a vagare per la città sembrando ubriaco, appena ripreso tirai fuori il cellulare che era  logicamente spento, ogni tentativo era vano a casua della “batteria scarica”.

Non mi preoccupava più di tanto il riuscire a mettermi in contatto con qualcuno, di telefoni ne potevo trovare quanti ne volevo, avrei dovuto avvisare in ditta che non sarei andato ma in quel momento mi sembrò del tutto futile.

Volevo capire perchè ero finito proprio a Potenza, cosa mi aveva risucchiato lì?

Già che c’ero approfittai per rintracciare l’ubicazione della stazione ferroviaria, anche se era stata una scusa per capire dove mi torvavo, mi sarebbe sicuramente tornato utile andarci.

Visti un po’ di orari disponibili comprai un biglietto e ricominciai a vagare per le vie di Potenza. Avevo tempo fino alle 18 del pomeriggio per capire, non essendo riuscito a trovare treni utili che partissero prima.

Sarei arrivato tardissimo a casa e allora da un telefono pubblico chiamai mia moglie dicendole che ero fuori per lavoro con il titolare e che sarei rientrato molto tardi.

Non volevo che si preoccupasse e non volevo ancora raccontare a nessuno del mio assurdo viaggio.

Tutto era normale, niente di strano, di fronte ad un’edicola cercai di capire, dalla tastata di un quotidiano, che giorno fosse: era il 15 gennaio 2009, quindi tutto regolare.

Ad un tratto la mia attenzione venne catturata dalla vetrina di un negozio di videogiochi. Essendo un appassionato, e soprattutto per distogliermi dalla preoccupazione, iniziai ad osservare i titoli delle ultime novità video ludiche.

Tra i poster appesi alla parete notai locandine di titoli famosi come Unreal Tournment, Turok,  Devil May Cry 4, Grand Theft Auto IV e tanti altri… poi vidi la locandina di Albatross 18 per nintendo WII… e lì la mente si illuminò.

Potenza, Albatross, RICCARDO!videogiochi

Mi guardai intorno esagitato, quasi come se mi sentissi osservato, seguito!

Iniziai a camminare a passo celere, non so verso dove, ma camminavo e scorrevo velocemente le insegne delle vetrine in cerca di botteghe di orologiai.

Non dovevano essercene molte, non è un lavoro diffusissimo quello del riparatore di orologi!

Cercai fino alle 16, senza mangiare, senza fermarmi un attimo, ma nulla.

Volevo trovarlo ma al contempo avevo paura di riuscirci, ma forse era l’unico modo per ottenere qualche risposta, consapevole del fatto che Riccardo poteva non essere minimamente responsabile di quello che mi stava accadendo, era una pura e semplice coincidenza.

Il sole iniziava a tramontare, le vie della città non erano molto affollate, e il freddo iniziava a farsi sentire. Proprio quando stavo decidendo di recarmi alla stazione, per attendere il treno, l’occhio mi cadde su di una vetrina di orologi, guardai l’insegna e con mio enorme stupore lessi: “Riccardo orologi”. “E’ lui!” pensai subito e senza esitazioni entrai.

Annunciò il mio ingresso una vecchia campanella appesa allo stipite della porta. Da dietro una tenda uscì Riccardo, lo riconobbi subito con quei suoi tratti somatici quasi esagerati.

Disse “Salve” e mi osservò come se avesse la sensazione di conoscermi, gli incisivi prominenti e le sue guance gonfie si strinsero in una smorfia di concentrazione.

Per non farlo “soffrire” decisi di presentarmi: “Sono Alessandro… alias Koroday*, ti ricordi di me? hai visto la mia faccia sul forum di Albatross18”.

Gli si illuminò il volto e mi corse incontro sorridendo e porgendomi la mano: “piacere Alessandro, ma che sorpresa.. e soprattutto… che coincidenza!”

Lo guardai stupito: “che coincidenza?”, quello che sembrava a me una coincidenza, ossia il trovarmi proprio lì a Potenza, lo era anche per lui!

“Si!” disse Riccardo, “stavo appunto preparando un post su di te!”

“Come? su di me? e per quale motivo?”

Riccardo sorridendo mi spiegò che parlando con Aurora, un’altra ragaza appartenente alla gilda, aveva saputo della mia passione per il cinema e voleva che io collaborassi alla sua rubrica sul forum.

“Aaaaaaaah ecco!” dissi con un sospiro di sollievo. “Volentieri!”

“Ma dimmi, Alessandro, cosa ti porta qui a Potenza?”

“Veramente non lo so Riccardo, ora non posso spiegarti, ma è per un motivo che ancora non so”.

“Beh! Alessandro, ti trattieni qui con me spero, ceniamo insieme?”

“No carissimo grazie, ma ho un treno alle 18, devo assolutamente tornare a casa.”

“Come desideri Alessandro, vuoi che ti mostri il mio laboratorio?”.

“Volentieri… tanto ho ancora del tempo”

Passammo attraverso la tenda dalla quale era uscito ed entrammo in una stanza con un grosso tavolo pieno di orologi smontati, alcuni moderni, alcuni molto antichi.LABORATORIO

“Vedi Alessandro? questo è il mio mondo! Sgobbo tutti i giorni tra ingranaggi e vitine”

“Affascinante” dissi “un lavoro veramente preciso e minuzioso”.

“Eh si” disse lui fiero “un buon “soldato della gilda” deve essere preciso e obbediente!”

Sbottammo entrambi in una grossa risata, il suo riferimento era chiaramente rivolto ad Albatross.

“Ti dispiace se intanto che parliamo mi rimetto al lavoro?”

“Ci mancherebbe Riccardo! fai pure”

Mentre mi parlava e mi raccontava di record, simpatici aneddoti accaduti durante il gioco in rete, della sua famiglia e altro, notai, dentro ad una vetrinetta, alcuni orologi antichi e dalle fattezze strane.

Mi avvicinai e osservai che questi orologi erano alcuni d’oro, alcuni d’argento, alcuni di bronzo. Non so se fossero veramente preziosi, ma il metallo che li componeva sembrava autentico.

Riccardo interruppe il suo discordo improvvisamente, dopo alcuni secondi di silenzio disse: “cosa stai guardando? per favore allontanati da quella vetrina!” quasi stizzito.

“Scusa Riccardo, non volevo fare nulla di male!”

Ridendo disse: “ehehe scusami, non preoccuparti, è che sono orologi molto preziosi e ci sono molto affezionato”.

“Non preoccuparti Riccardo, non tocco nulla”.
Ad un tratto si sentì il suono della campanella della porta d’ingresso, Ricardo si alzò e si scusò dicendomi che avrebbe fatto subito.

Appena uscì dalla tenda ritornai in fretta davanti alla vetrina, quegli orologi avevano strani simboli incisi, ricordavano strani segni magici, qualcosa si occulto, ognuno diverso dall’altro ma per qualche caratteristica simili.

In fretta feci scorrere il vetro della vetrinetta e presi uno di quei orologi. Lo guardai attentamente, il suo ticchettio era forte e deciso, lo girai dalla parte posteriore e notai un’incisione che mi lasciò di stucco. C’era scritto “Anna”. Ne presi subito un altro… “Valerio”… e un altro “Nicola” e la lista continuava… erano tutti i nomi dei componenti della gilda, i più fedeli, i più presenti.

Scorrendo gli orologi in fretta feci caso che uno di questi in argento era fermo, alle 8:12. Lo girai e c’era inciso il mio nome ….“Alessandro”.

Cercai di darli la carica ma questi orologi sembravano senza pulsanti, senza alcun tipo di chiavette per la carica.

Riccardo improvvisamente entrò e mi sorprese con le mani nel sacco.

“Cosa fai! ti avevo proibito di toccarli Alessandro!”

“Scusa Riccardo… non ho resistito… sono fantastici questi orologi, sono un regalo per noi della gilda suppongo!” La mia voce tramava, la sua ira era evidente, il mio imbarazzo aumentava, mi sentivo osservato come un ladro, un delinquente.

“Dai Riccardo, li rimetto a posto!, scusa ancora”.

“Rimettili a posto poi ci salutiamo, credo che se non vai perderai il treno”.

Effettivamente era tardi, erano le 17 passate, dovevo sbrigarmi.

Mentre rimettevo a posto gli orologi lui mi si avvicinò dicendo “lascia, faccio io. E’ stato un piacere Alessandro, ci si rivede su albatross”.

Mentre stavo per dargli l’orologio con inciso il mio nome gli dissi del fatto che era fermo.

Lui si girò verso di me stupito “Ah si! non me ne ero accorto! ora capisco perchè sei qui!”

Questa sua affermazione mi lasciò senza parole, strinsi nella mia mano l’orologio e lui con violenza cercò di strapparmelo via “Dai qua! lascialo Alessandro!”

Nella foga della lotta l’orologio cadde in terra e si ruppe in mille pezzi.

Riccardo gridò “Nooooo!!!!”

Improvvisamente una fitta nebbia avvolse la stanza., mi girava la testa e la sensazione di leggerezza provata al mattino stava tornando, solo che mi sentivo gli occhi pesanti, non riuscivo a tenerli aperti. Mi addormentai di colpo.

“SIGNORE! SIGNORE! questa dovrebbe essere la sua  fermata!”

Mi risvegliai di soprassalto, ero seduto sul sedile dell’autobus e l’autista si stava rivolgendo a me con impazienza.

“Devo ripartire o farò un ritardo clamorosi… ho I miei orari! che fa scende?”

Sbigottito e imbarazzato mi alzai e mi diressi verso l’uscita. I tre altri passeggeri seduti mi guardarono con espressione tra la compassione e lo scherno.

Sceso dall’autobus guardai il mio orologio… erano le 8:12.

Mi recai al lavoro e ricostruendo i fatti non riuscivo a capire se si fosse trattato di un sogno o di un fatto reale. Quando, frugando nelle tasche per prendere le chiavi del mio ufficio, trovai il biglietto del treno Potenza-Porto San Giorgio.

Non ebbi più dubbi.

Dovevo assolutamente avvertire gli altri, quel Riccardo alias Goldman non era chi voleva far credere di essere, ed erano tutti in pericolo!!!